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MORALE DELLA FAVOLA...

 


Testi brevi che hanno senso e valore, per noi.
Storie, poesie, brani che parlano al cuore, regalano un sorriso o una riflessione.
Sono in ordine di inserimento, dal più recente al più anziano.

 

Integrazione Psicofisica Trager: l'opera d'arte siamo noi stessi

Che bella la vita! (testo della canzone dei Tiri al Piattello)

Cinque pellegrini incasinati

Dio, di ringrazio!

Per fare un prato

Magari Fratelli

Coltiveremo Fiori

La conoscenza silenziosa

Lascia entrare

Invito ad un incontro

Chi ha paura della sua bellezza?

La scimmia creativa

Colonialismo americano

Guerra e pace!

C'è differenza tra esseri umani e scimmie?

L'invito (che cosa mi interessa di te)

Fallo!

Vita da ladrone

A due a due (per cominciare)

Il colibrì è un povero illuso?

Due monaci e una donna

Aiutaci a salvare una creatura!!!

Il più bello dei mari

I chiodi nello steccato

Comunicazione chiara, comunicazione efficace

 

Integrazione Psicofisica Trager:
l'opera d'arte siamo noi stessi.

L'opera d'arte siamo noi, nella espressione mente-corpo della vita.
Un'opera d'arte complessa,
frutto di alchimie evolutive di miliardi di anni,
in miliardi e miliardi di esemplari unici.

Il Trager rende possibile un originale capovolgimento in campo artistico:
la fruizione di un'opera d'arte,
noi stessi, da parte di noi medesimi,
mediante i nostri sensi e le nostre emozioni.

Movimenti e contatto leggeri e fluidi
sono la fonte di questa esperienza.

Le percezioni e la meraviglia di “lasciar andare”, senso dello spazio, consapevolezza di se stessi e spontaneità che liberano e rendono concreta l'unione mente-corpo.

 

CHE BELLA LA VITA! (canzone dei Tiri al Piattello)

La peste, la lebbra,
La gotta, l’eczema,
La SARS, poi
L’eritema

La scabbia, la rabbia,
La tubercolosi
Gastrite, nefrite,
La peritonite

Mi ha licenziato
E tu mi hai lasciato
Stanotte ho forato
E al gelo son stato

Che bella la vita
Ma ho il cuore malato
Ho perso la milza
Mi sono azzoppato

Che bella la vita
Ma il fegato è andato
E tu sei fuggita
Con mio cognato

Però ti amo
Ti amo
Ti amo
Io ti amo

Però ti amo
Sì, ti amo
Ti amo
Io ti amo

Perlomeno rimaniamo amici...

 

CINQUE PELLEGRINI INCASINATI

Nel caravanserraglio del Sultanhani cinque pellegrini provenienti da varie contrade dell'Asia si accordarono per proseguire il cammino insieme, perché tutti andavano alla Mecca.
Il giorno seguente, mentre tutti chiacchierando camminavano alla volta di Konya, videro per terra un dinaro d'argento.
Subito quello che lo raccolse propose: "Comperiamo del mafil e dividiamocelo".
Il secondo disse: "D'accordo per dividercelo, ma io preferisco che si comperi dell'uzum".
"Io non conosco né uzummafil - disse il terzo - ma ho proprio voglia di balesh. Compriamo del balesh e dividiamocelo in parti uguali".
Il quarto, però, protestando, affermava che nulla fosse meglio del bestan, e che un dinaro di bestan ci voleva proprio.
Ma il quinto, un poco infuriato gridò: "Tacete tutti: a Konya prenderemo del rektaf. Nel mio paese si loda il rektaf di Konya e io non ne ho mai mangiato. Dobbiamo comperare del rektaf e nient'altro".
Si misero tutti a discutere e a litigare.
S stavano già per venire alle mani quando scorsero un maestro sufi passare poco distante.
Decisero allora di rimettere a lui la soluzione del diverbio e, raggiuntolo, gli spiegarono tutta la cosa. "Bene - ripose - venite con me. Risolverò il vostro problema con piena soddisfazione di tutti".
Giunti a Konya li portò da un fruttivendolo, dal quale comprò un dinaro d'uva, e tutti furono contenti, poiché infatti quella volevano, pur chiamandola ciascuno con il termine del proprio dialetto.

Così, pur se lo chiamano con nomi differenti, dal momento che tutti parlano di Dio, perché litigano?

(Storia sufi, regalo di Franca e Lilli)
Inserimento 16/12/04

 

DIO, TI RINGRAZIO!

Signore, Ti ringrazio di avermi fatto provare le difficoltà,
perché ho imparato l'arte di sopravvivere.
Ti ringrazio di avermi fatto incontrare l'arroganza,
perché ho capito il valore dell'umiltà.
Ti ringrazio di avermi concesso la sofferenza,
perché ho diviso il pane della solidarietà.
Ora vorrei rivolgerti una preghiera:
....Non sarebbe possibile una botta di culo?

(arrivato dalla rete)
Inserimento 26/5/04

 

PER FARE UN PRATO

Per fare un prato
ci vuole del trifoglio
e un'ape, un trifoglio e un'ape.
E sogni ad occhi aperti.
E se saranno poche le api
basteranno i sogni.

(Emily Dickinson - da "Silenzi")
Inserimento 1/5/04

 

MAGARI FRATELLI

Parliamoci
come parenti lontani,
come cugini, almeno
o magari fratelli.
Guardiamoci
negli occhi senza inganno
per cercare quale di noi è mancato
per primo all'appello.
Di modeste ragioni per l'assenza
abbiamo agende strapiene,
consunti calendari,
chiamate a vuoto
su liste interminate.
Dei torti poi
i contabili non hanno perso traccia,
tenaci inquisitori,
mastini della memoria,
che non cancella
l'odore del sangue
una volta versato
e per sempre.
L'odio è un ospite ingrato
ma non c'è
chi non gli abbia aperto la porta.
I ricordi stanno come fuochi della veglia
per sentinelle insonni
E la paura assegna a ciascuno
il suo turno
di guardia armata
a fortezze di sabbia.
Così siamo
guardinghi ambasciatori
destinati a convegno su quest'unica terra.
Solo parole abbiamo
per trovarci
e d'amore il filo
che resiste.

(Alberto Melucci - da "Mongolfiere" - Ed. Archinto, Milano)
inserimento 20/04/2004

COLTIVEREMO FIORI

Coltiveremo fiori
per l'istante
come altre primavere.
Poi sapremo aspettare nuovi cieli
aperti
verso incognite avventure.

(Alberto Melucci - da "Mongolfiere" - Ed. Archinto, Milano)
inserimento 20/04/2004

LA CONOSCENZA MISTERIOSA

Credevo che l'elevazione spirituale dipendesse dalla conoscenza,
un tempo mi rammaricavo e mi scoraggiavo di non avere abbastanza tempo
per leggere tutti quei libri che ritenevo necessari
per raggiungere la Verità.
Piano piano mi sono accorto che, comunque,
la Verità scorre già dentro di noi,
basta solo riconoscerne il flusso profondo,
aprirsi ad essa e attingere liberamente alla sua vena.
E così ora vedo chiaramente come siano i libri
a tentare inutilmente di descrivere ciò che - magnifica e in grande umiltà -
scorre senza voce,
profonda dentro di noi.

(Mizar [?] trovato in rete da Rosalba)
inserimento 12/02/04

LASCIA ENTRARE

Lascia che la grazia
si diffonda sulle cose
non serrare la porta.
Datti all'ora assolata
e al cielo cupo
senza riserva.
Fai del mare
il tuo acquario
e della notte
una coperta
per il tempo del riposo.
Sciogli nella bellezza
anche l'ultima fibra
e alla pura meraviglia
arrendi della mente
i labirinti.
Semplice è l'atto
che dura e non consuma
nella buia domanda del mondo
stare con misura.

(Alberto Melucci - da "Mongolfiere" - Ed. Archinto, Milano)
inserimento 5/10/2003

INVITO AD UN INCONTRO

Un incontro di due:
occhi negli occhi, volto nel volto.
E quando tu sarai vicino
io coglierò i tuoi occhi
e li metterò al posto dei miei
e tu coglierai i miei occhi
e li metterai al posto dei tuoi.
Allora io ti guarderò con i tuoi occhi
e tu mi guarderai con i miei.

(Jacob Levy Moreno)
dono di Luisa Brachet, inserimento 3/8/2003

 

CHI HA PAURA DELLA SUA BELLEZZA?

La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere possenti oltre ogni limite.
E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Noi ci domandiamo: "Chi sono io per essere brillante, affascinante, pieno di talento, fantastico?"
In realtà, chi sei tu per non esserlo?

Tu sei figlio di Dio.
Il tuo giocare in piccolo non è di aiuto al mondo.
Lo sminuire noi stessi per dar modo agli altri di non sentirsi
insicuri rispetto a noi non ha niente a che vedere
con l'essere portatori di luce.

Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio
che è dentro di noi.
Non solo essa splende in qualcuno,
ma in ognuno di noi è presente.

Quando lasciamo che la nostra luce brilli,
ugualmente permettiamo ad altri di fare lo stesso.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra esistenza rende liberi altri,
spontaneamente.

(Marianne Williamson citata da Nelson Mandela)
inserimento a grande richiesta il 22/4/2003

 

LA SCIMMIA CREATIVA

Nella notte dei tempi viveva una scimmia dotata di sconfinati poteri. Viveva sola ed era solita giocare a creare sempre nuove cose.
Un giorno pensa: "Mi piacerebbe avere un muro...". Detto, fatto: "Voglio un muro, un grande, solido MURO!".
WHOOOOOSHHHHHH! e il muro appare (vedi Matrix 1, scena della creazione degli scaffali di armi, prima della riscossa ;-)
"Bello questo muro, è proprio come l'ho pensato!". Poco dopo rimugina: "Chissà come sarebbe con un altro muro vicino, a formare un angolo..." WHOOOOOSHHHHHH! Ed ecco il secondo muro, ad angolo retto.
"Sì, stanno proprio bene insieme. E se ce ne fossero altri due, a chiudere lo spazio...?" Detto fatto: WHOOOOOSHHHHHH e WHOOOOOSHHHHHH! Ecco che si materializzano i muri a chiudere lo spazio intorno alla scimmia.
"Ohhh, muri dappertutto, mica male l'effetto... A questo punto un bel muro di sotto, come pavimento, ci sta proprio bene." WHOOOOOSHHHHHH! E il pavimento compare.
La scimmia si siede contenta e alza gli occhi: "Muri intorno e sotto. Proprio quello che volevo. Ancora un bel muro di sopra e la mia creazione sarà perfetta." WHOOOOOSHHHHHH!
Buio assoluto.
"AIUTO!!!!!! FATEMI USCIREEEEEEEEE!"
La scimmia, disperata, si butta con furia contro pareti, pavimento e soffitto. Calci, pugni, testate.
Niente da fare.
Fuori di testa, continua a dibattersi per lungo, lunghissimo tempo finché, esausta, si accascia.
E nella quiete, finalmente, pensa: "Ma che &@zz§ mi è saltato in mente!?... Perché non ci ho pensato subito?... MURI, SPARITE!".

WHOOOOOSHHHHHH!

(sentita raccontare da un devoto di Osho)
inserimento 16/3/2003

 

COLONIALISMO AMERICANO

Da una intervista di Francesca Borrelli allo scrittore José Saramago

... Al di là di quanto è scontato, ovvero che gli Stati Uniti hanno bisogno del petrolio di cui l'Iraq è il secondo produttore mondiale, quel che sta avvenendo è un ritorno al diciannovesimo secolo, ovvero al tempo dei grandi imperi coloniali.
Allora erano tanti, ora ce ne sarà uno solo.
Quanti paesi hanno basi militari negli Stati Uniti? E in quanti paesi gli Stati Uniti hanno le loro basi?
Basta pensare a questo per rendersi conto del fatto che stiamo assistendo ad una colonizzazione progressiva.

(segnalato da Maria Teresa Pocchiola)
inserimento 15/3/2003

 

GUERRA E PACE!

Dichiarazione rilasciata al processo di Norimberga
da Hermann Goering

Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra, né in Germania.
Questo è comprensibile.
Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sé il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista.
Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi.
È facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo.
Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.

(segnalato da Piero Tartamella)
inserimento 26/2/2003



C'E' DIFFERENZA TRA ESSERI UMANI E SCIMMIE?

Fate questo esperimento.

1) Mettete in una gabbia cinque scimmie.
Nella gabbia appendete una banana con uno spago e mettete una scala sotto di essa.
Non passerà molto tempo e una scimmia si avvicinerà alla scala per arrampicarsi verso la banana. Appena tocca la scala, innaffiate tutte le scimmie con acqua gelata.
Dopo un po', un'altra scimmia farà un altro tentativo e scatenerà la stessa reazione: tutte le scimmie saranno innaffiate d'acqua gelata. Questo andrà avanti per un certo numero di tentativi ulteriori. Ben presto, se una scimmia cercherà di arrampicarsi, tutte le altre glielo impediranno.

2) Ora, estraete una scimmia dalla gabbia e sostituitela con una nuova. Questa vede la banana e cerca di arrampicarsi su per la scala. Con sua sorpresa, tutte le altre l'attaccheranno. Dopo un successivo tentativo e attacco, questa saprà che, se cerca di salire la scala, se le prende dalle compagne.

3) Nella fase successiva estraete un'altra delle cinque scimmie originali e sostituitela con una nuova. Questa cerca di avvicinarsi alla scala ed è coperta di botte. La scimmia che è stata introdotta precedentemente prende parte al pestaggio con entusiasmo.

4) Ancora, rimpiazzate una terza scimmia del gruppo di origine con una nuova. Anch'essa fa per avvicinarsi alla scala e si riceve la sua lezione. Due delle quatto scimmie che la menano non hanno idea del perché non è permesso salire sulla scala o perché stanno partecipando alla zuffa contro l'ultima arrivata.

5) Dopo aver sostituito anche la quarta e la quinta scimmia, tutte le scimmie che erano state innaffiate d'acqua gelida non sono più nella gabbia. Nonostante ciò nessuna scimmia adesso presente in essa o che sarà successivamente immessa si avvicinerà mai più alla scala. Perché!?
Risposta: “Perché 'loro' hanno sempre fatto così e qui si è fatto così da sempre.”

Questo esperimento spiega come le regole sociali sono state istituite... ;-)))

(trovato nella rete)
inserimento 4/2/2003

L'INVITO (che cosa mi interessa di te)

Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa ti fa soffrire e se osi sognare di incontrare il desiderio nel tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni, per l'avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso per la paura di soffrire ancora.

Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.

Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura e lasciare che l'estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell'essere umani.

Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso;
se riesci a sopportare l'accusa di tradimento senza tradire la tua anima.

Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.

Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre bella;
e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.

Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d'argento: "Sì!"

Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di disperazione,
sfinito e profondamente ferito e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.

Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.

Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere chi ti sostiene all'interno, quando tutto il resto ti abbandona.

Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se
apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto.

(Oriah Mountain Dramer, anziano di una tribù pellerossa)
inserimento 16/12/2002

 

FALLO!

se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo.
non esiste sensazione altrettanto bella.
sarai solo con gli dei
e le notti arderanno tra le fiamme.
fallo, fallo, fallo,
fallo.
fino in fondo.
fino in fondo.
cavalcherai la vita fino alla
risata perfetta,
è l'unica battaglia giusta
che esista.

(dalla poesia "Roll the Dice" di Charles Bukowski, citata da Fabio & Fiamma)
inserimento 18/11/2002

 

VITA DA LADRONE

Tanto tempo fa, in India, un ladrone, per scampare alle guardie del Marajà, andò a nascondersi in un tempio abbandonato, nei pressi di un remoto villaggio.
Un contadino giovane e sempliciotto, che lavorava in un campo vicino, lo vide e, trovandolo smagrito e male in arnese, credette che fosse un guru (maestro di spiritualità). Andò a rendergli omaggio e incominciò a portargli ogni giorno cibo e generi di conforto.
Il ladrone stette al gioco, perché gli faceva proprio comodo un po' di riposo, dopo tanto scappare. Condiscendente, si divertiva a elargire insegnamenti da "saggio" al giovane, che, entusiasta, cercava di mettere in pratica il più possibile ciò che sentiva.
Il tempo passava e il ladrone viveva felice e beato dei doni che gli abitanti del villaggio gli portavano regolarmente.
Un giorno il giovane, che era andato a trovare il suo falso maestro, gli comunicò entusiasta che, grazie ai suoi insegnamenti e al suo esempio, aveva raggiunto l'illuminazione.
Il brigante, sorpreso, esterrefatto e colpito profondamente dalla sua fede e dalla sua costanza, si arrese a tanto ardore e diventò, a sua volta, discepolo del contadino illuminato.

(storia indù)
inserimento 13/11/2002



A DUE A DUE (PER COMINCIARE)

Non verremo alla meta ad uno ad uno.
Ma a due a due.
Se ci conosceremo a due a due,
noi ci conosceremo tutti,
noi ci ameremo tutti
e i figli un giorno rideranno della leggenda nera
dove un uomo lacrima in solitudine.

(Paul Eluard)
inserimento: 28/10/2002

 

IL COLIBRI' E' UN POVERO ILLUSO!?

Nella grande foresta era scoppiato l'incendio più furioso e devastante che si fosse visto da generazioni.
Tutti gli animali erano scappati sulle rive del fiume e gridavano spaventati e si lamentavano: "Poveri noi, i nostri nidi distrutti, le nostre tane bruciate, la nostra erba... i nostri alberi... che disastro, che disastro!..."
Solo un colibrì non si era unito alla depressione generale.
Si era avvicinato all'acqua e aveva preso una goccia nel suo becco. Dopodiché era volato sul fuoco e aveva lasciato cadere la goccia.
Dopo il primo viaggio ne fece parecchi altri, finché qualcuno degli animali piangenti lo notò e gli urlò dietro: "Illuso! Che cosa credi di fare con le tue goccine d'acqua contro questa violenza?"
Il colibrì si fermò a mezz'aria e, a becco pieno, rispose: "Faccio quello che so e posso fare!".

(favola africana)
inserimento: 22/10/2002

 

DUE MONACI E UNA DONNA

Tanto tempo fa, c'erano due monaci che andavano di villaggio in villaggio a raccogliere le offerte per il loro convento.
Un giorno arrivarono ad un fiume. Il ponte era crollato e l'acqua scorreva impetuosa. Sulla riva i due uomini pii videro una giovane donna che singhiozzava disperata. Le chiesero: "Perché piangi?". Questa rispose: "Devo assolutamente attraversare il fiume, perché mia madre, che vive sull'altra riva, sta molto male e ha assolutamente bisogno delle mie cure, ma non so nuotare e ho il terrore dell'acqua".
Il più anziano dei monaci le disse: "Non ti preoccupare, abbracciati a me, ti porto io dall'altra parte!".
A sentire questo, il monaco più giovane sbottò: "Ma, fratello, lo sai che è contro la nostra regola toccare una donna..." Al che l'anziano rispose: "Sì, è vero, ma qui si tratta di aiutare a salvare una vita; le regole sono fatte per l'uomo, non viceversa".
Ciò detto, prese in braccio la bella figliola e attraversò il fiume. Arrivato dall'altra parte, la depose a terra e, accompagnato dai ringraziamenti e dalle benedizioni della donna, insieme al confratello, riprese il suo cammino.
Dopo aver percorso un lungo tratto, il monaco giovane, che era rimasto silenzioso e corrucciato per tutto quel tempo, esplose: "Scusa, fratello, ma quello che hai fatto è stato veramente molto grave, come potrai mai giustificarti?".
Il monaco anziano si fermò, lo guardò sorridendo e rispose: "Sì, è vero, dal tuo punto di vista ho infranto una regola e ti chiedo perdono per averti provocato turbamento, ma io la donna l'ho salutata là, sulla riva del fiume, mentre sembra che tu, dopo tutta questa strada, non l'abbia ancora lasciata andare!"

(storiella zen)
inserimento: 21/10/2002



TI PREGO AMICO CARO, AIUTACI A SALVARE UNA CREATURA!!!!

"Solidarietà per Pietro"

Pietro e' un bambino italiano del tutto normale che ha la sfortuna di vivere in un mondo di idioti che scrivono catene di Sant'Antonio tutto il giorno.
Si tratta di finanziare l''operazione per asportare a Pietro il 98% del cervello, armonizzandolo con il resto della popolazione e consentendo quindi anche a lui di partecipare alle catene di Sant'Antonio.
I gestori di servizi telefonici italiani daranno un contributo di Euro 0,0001 per ogni e-mail urbana che si manda con questo titolo "Rocco sono incinta!", mentre per quelle extraurbane esso sarà di Euro 0,0002.
E' necessario agire in fretta: Pietro rischia di crescere intelligente.
Servono 1740 miliardi di messaggi per finanziare l'operazione (che durerà circa 2 anni e sarà effettuata nel miglior ospedale delle Maldive).
A fianco di Pietro è stato installato un supercomputer IBM Netfinity con maxischermo al plasma da 140" , collegato a Internet, affiché il poveretto possa contare i messaggi di solidarietà e farsi anche il solitario di Windows.
Se inviate questo messaggio a tutti coloro che conoscete, perderete 2 minuti (e con voi tutti i vostri amici), ma contribuirete a salvare l'esistenza di un bambino.
Se non lo farete, vi cadra' addosso un pianoforte.
Questa catena ha fatto tutti i Giri d'Italia e i Tour de France e non e' mai stata interrotta, nemmeno dall'antidoping
.

(Catena di Sant'Antonio, manco a dirlo)

IL PIU' BELLO DEI MARI

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

(Nazim Hikmet - Poesie d'Amore, 1942)



I CHIODI NELLO STECCATO

C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere.
Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato dei giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.
Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.
Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi.
Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato.
Allora andò dal padre a riferire il suo successo.
Questi, di rimando, gli chiese di levare un chiodo, da allora in poi, ogni giorno che avrebbe trascorso senza perdere la pazienza né litigare con qualcuno.
I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi.
Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: "Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi ci sono. Il legno non sarà mai più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà. E una ferita verbale fa male quanto una fisica."

(di anonimo, arrivato via e-mail)

 

COMUNICAZIONE CHIARA, COMUNICAZIONE EFFICACE

Una famiglia inglese, in gita di piacere, visitò una graziosa casetta di proprietà di un pastore protestante, che sembrò particolarmente adatta per la vacanza della stagione estiva.
Tornato a casa, il padre si ricordò che non avevano visto i servizi igienici e così inviò al pastore la lettera seguente:
"Egregio signor Pastore,
siamo la famiglia che alcuni giorni fa ha stipulato il contratto di affitto per la casetta di campagna. Non abbiamo visto, però, il W.C. Voglia cortesemente illuminarci in proposito.
Cordiali saluti.
"

Ricevuta la lettera il pastore equivocò sull'abbreviazione W.C.; credendo che si trattasse della Cappella Anglicana del paese, chiamata "Welles Changole", rispose così :
"Gentile Signore,
ho molto apprezzato la sua richiesta ed ho il piacere di informarla che il locale a cui lei si riferisce si trova a 12 chilometri dalla casa, di fatto assai scomodo, specie per chi è abituato ad andarci con frequenza.
Chi ha l'abitudine di trattenersi molto per la funzione, è bene che si porti da mangiare, così può restarci anche tutta la giornata. Il luogo si può raggiungere a piedi, in bicicletta o in macchina.
E' preferibile andare per tempo, per non restare fuori e disturbare gli altri.
Nel locale c'è posto per 30 persone sedute e 100 in piedi. I bambini siedono vicino agli adulti; tutti cantano in coro. All'arrivo verrà consegnato un foglio; chi arriva in ritardo può servirsi del foglio del vicino. I fogli devono essere utilizzati anche per le volte successive, per almeno un mese.
Ci sono altoparlanti installati, affinché il sonoro delle funzioni si possa sentire anche all'esterno. Tutto quanto si raccoglie viene dato ai poveri. Vi sono fotografi specializzati che possono prendere foto nelle posizioni più disparate, così che tutti possano vedere queste persone in atti tanto umani.
Distinti saluti.
"

(Di anonimo, arrivato via e-mail)